lunedì 30 giugno 2014

Galleria fotografica: Carmona


Ecco le foto della prima tappa del viaggio: Carmona, un'affascinante cittadella medievale.

La Puerta de Cordoba: accesso originale alla città, da qui inizia il cardo maximo, l'asse principale dell'urbanistica romana, che si conclude all'Alcazar de la Puerta de Sevilla (Carmona)
La Puerta de Cordoba: accesso originale alla città, da qui inizia il cardo maximo, l'asse principale dell'urbanistica romana, che si conclude all'Alcazar de la Puerta de Sevilla

sabato 28 giugno 2014

I tori di Osborne: quando un marchio diventa simbolo nazionale

Viaggiando in auto per l'Andalusia prima o poi vedrete comparire all'orizzonte, solitamente su una collina nei pressi della strada, un enorme profilo nero molto familiare. Via via che vi avvicinerete la sagoma prenderà distintamente la forma di un toro, forte e fiero, che vi tiene d'occhio. Un toro di quattordici metri d'altezza e di lunghezza, d'acciaio e di 4 tonnellate di peso. Tranquilli, non verrete caricati dal gigantesco bovino!

Uno dei miei incontri con i tori di Osborne mentre viaggiavo verso Bolonia

Un tempo erano 500 e diffusi in tutta la Spagna, ora sono ridotti a un centinaio e la maggior concentrazione si trova proprio sulle reti autostradali dell'Andalusia. Ma che cosa rappresentano queste installazioni di forte impatto? E' forse un modo per ricordarci che siamo in Spagna? O un riferimento alla corrida?

giovedì 26 giugno 2014

Gli italiani? Ricchi di vanagloria

"[Gli italiani] un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori": in pochi forse lo sanno ma questa celebre frase è stata pronunciata nel 1935 da Mussolini nel discorso che accompagnò l'inizio della guerra di Etiopia e le parole scelte dovevano ricordare agli italiani, che nel progetto fascista erano ad un passo dall'entrare tra i Grandi della Terra, la propria identità di cui essere orgogliosi. Quello che accadde poi lo conosciamo.

Firenze, un capolavoro italiano
Quando sono all'estero mi viene sempre spontaneo chiedermi quale idea dell'Italia e degli italiani si ha nel paese che mi ospita. Anche in questo viaggio ho cercato di capirlo, di trovare una risposta alla mia curiosità ma come ci vedono gli andalusi? Senza domande dirette, lasciando che il tema venisse fuori da solo, cogliendo le reazioni alla risposta sulla mia nazionalità e il tono, le espressioni e le domande che mi sono state poste sul nostro paese. Nel seguito del post cercherò di spiegare ciò che ho raccolto: l'immagine che è emersa da più voci, tra luoghi comuni e mezze verità, è ben delineata, per quanto semplice e un po' superficiale, ma d'altro canto in linea con i toni leggeri dei discorsi che ho affrontato.

mercoledì 25 giugno 2014

Reazioni a caldo

Pur avendo visitato tutte le tappe del programma di alcune di esse non trovate nessuna informazione nella sezione live! mentre di altre ho scritto davvero poco. Tutti i post della sezione (tranne gli ultimi due) sono stati scritti in diretta e direttamente con il cellulare (questo spiega alcuni errori e ripetizioni che sto via via correggendo... grazie a chi me li sta segnalando!). Mi piace viaggiare e mi piace scrivere, ma non ho potuto scrivere tutto viaggiando! E in ogni caso preferisco scrivere su carta o con una tastiera reale piuttosto che con quella piccola e virtuale dello smartphone.

Il grido Terra! al Muelle de las Carabelas (Palos de la Frontera), un'autentica "reazione a caldo"!
Però, per ogni meta ed esperienza fatta, ho registrato degli appunti audio, appunti presi a caldo, in modo da non perdere la reale sensazione che ciò che ho fatto e ho visto ha suscitato, così da avere la traccia più autentica possibile di ciò di cui avrei voluto scrivere senza dover sforzarmi ora, a viaggio terminato, di doverne cercare un ricordo. Emozioni e sentimenti si affievoliscono e si alterano via via che il ricordo si sedimenta nella nostra mente, a volte fino a sparire con il passare del tempo. Le parole contenute nelle registrazioni e il tono con cui sono state pronunciate invece non cambiano. Ascoltando questi file audio trovo un po' di tutto: osservazioni sul posto in cui mi trovavo, descrizioni di fatti e incontri, riflessioni su qualsiasi cosa che, prese a caldo, sono soggette all'euforia (o, più in generale, allo stato d'animo) del momento con risultati a volte esilaranti. Questi appunti verranno curati e trascritti nelle prossime settimane, cercando di preservare lo spirito con cui sono stati raccolti, in modo da fornirvi un'esperienza non più live ma di diario il più genuina possibile.


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martedì 24 giugno 2014

L'incidente scampato

Viaggiare su strada, in particolar modo se questa è dritta e lunga, poco trafficata, inondata dal sole, attraversa paesaggi incantevoli e se si tengono i finestrini abbassati e la musica a tutto volume, può essere un'esperienza estremamente piacevole e una sintesi perfetta della libertà di un viaggio on the road. Viaggiare su strada presenta però anche pericoli che non possiamo calcolare. Sempre, non solo in vacanza. Ieri mattina ho intrapreso il viaggio di ritorno a Siviglia, 260 km percorsi dopo la mezzanotte. Ero sveglio, carico da ciò che avevo vissuto, in perfetto orario per muoversi senza fretta. Tutto procedeva per il meglio. Quando davanti a me incrociavo un camion lo sorpassavo, non mi dà sicurezza viaggiare dietro un grande mezzo che mi copre la visuale seppur al buio della notte su strade non illuminate c'è poco da vedere. Durante uno di questi sorpassi, quand'ero ormai alle porte di Siviglia, appena mi sposto nella corsia di sinistra, qualcosa si stacca dal fondo dell'autocarro davanti a me, sfrega sull'asfalto, sfiamma poi vola a mezz'aria esattamente verso il punto in cui ero io pochi attimi prima. Quella cosa che si è staccata avrebbe preso in pieno il mio parabrezza se per caso proprio in quell'attimo non avessi iniziato il sorpasso. Il danno sarebbe stato contenuto, forse si sarebbe rotto il vetro, sicuramente mi sarei spaventato e avrei perso il volo di ritorno. Il camion ha messo le quattro frecce e si è fermato a verificare i danni. Io, grazie alla mia manovra casuale mi sono beccato solo qualche detrito staccatosi dall'oggetto in volo, senza danni all'auto visibili nel buio della notte.

Sbagliamo tutti, ci distraiamo, io per primo. E poi ci sono le fatalità, come quella appena raccontata. L'avventura on the road è fantastica ma cerchiamo sempre di metterci in strada nelle migliori condizioni possibili, senza sonno, senza stress, senza gara, senza dimostrare nulla a nessuno.

lunedì 23 giugno 2014

Muchas gracias a todo el mundo!

Partire da soli non significa restare soli. La paura della solitudine è una di quelle cose che forse fanno più desistere chi vorrebbe provare a partire per un viaggio in solitaria. Ho messo in valigia due libri da leggere nel caso in cui la mancanza di compagnia avesse preso il sopravvento: non ne ho letto una pagina! L'ho già detto più volte, credo di essere stato molto fortunato in questa esperienza, tutto è andato per il meglio, sono riuscito a gestire gli imprevisti e, complice anche la breve durata della vacanza, posso affermare che non mi sono mai sentito solo. Mi sono sentito parte di un tutt'uno con cui condividere esperienze, riflessioni o semplici sorrisi. E così ho incontrato una ragazza che vorrebbe venire a vivere a Roma e fare la veterinaria e un'altra che saltuariamente lavora a Firenze, ho condiviso esperienze di viaggio con una simpatica vecchietta giramondo e con la sua amica, ho raccolto l'immagine che gli spagnoli hanno di noi (la ricca Milano! ma una ricchezza di poco valore, solo da ostentare, mi hanno detto), mi sono fatto la mia idea degli andalusi, ho avuto una stravagante e animata discussione sulle origini di Cristoforo Colombo (o Cristóbal Colón, guai a dire che era italiano!), ho trovato l'appoggio in chi sosteneva come me che esistono tesori nascosti in Andalusia tutti da scoprire (a proposito, visitate El Torcal de Antequera!), ho avuto il piacere di parlare con tante persone semplici e autentiche, interessate e senza alcuna diffidenza. Le parole scambiate (in lingue inesistenti, mix di tutto ciò che so e che sapeva il mio interlocutore, in un romantico esperanto naturale!) avevano un valore, non erano semplici e ridondanti espressioni scontate messe lì a riempire un vuoto imbarazzante. Esiste un senso al condividere più profondo del click sul tasto share di un social network. Ringrazio profondamente tutti quelli sconosciuti che hanno reso così ricco questo viaggio.

Un ringraziamento speciale anche a tutti coloro che mi hanno seguito qui nel blog: nei 4 giorni di viaggio ho avuto una media di quasi 200 pagine visualizzate (e spero lette!) al giorno, un successo inaspettato e inaspettabile per un blog così piccolo e con pochi giorni di vita.



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La fine?


E alla fine, questa mattina verso le 3:30 sono arrivato all'aeroporto di Siviglia, con addosso l'odore dell'avventura on the road che stava volgendo al termine. Odore del sale del mare, di sudore e della pelle appena appena scottata dal sole. E odore di benzina. Dopo quasi 1.260 km e 19 ore di guida posso dirlo con certezza: i luoghi che ho visitato, le strade che ho percorso e le persone che ho incontrato mi hanno conquistato. Sono stato fortunato, tutto è andato per il meglio (questa notte sono persino scampato di un soffio da un incidente, come racconterò a breve). E' stato un viaggio di pochi giorni ma molto lungo e intenso, estremamente piacevole, di cui conserverò tanti ricordi preziosi. Questa era l'obiettivo, ed è stato raggiunto.

State leggendo il penultimo post della sezione Live! ma il viaggio qui nel blog continua: sono tanti gli aneddoti da raccontare, le foto da mostrare, le riflessioni da condividere, i consigli su come organizzarsi e cosa vedere. Restate collegati.




domenica 22 giugno 2014

Trasferimento notturno

La tappa a Nerja è stata breve ma intensa! Due simpatiche vecchiette mi chiedono se una certa strada è un vicolo cieco, io rispondo col mio solito mix di lingue e accade qualcosa di molto simpatico... E poi le sorprese della cena! Un saluto di cuore alle due gemelle! Mucias gracias! I dettagli ve li racconterò un altra volta... Ora è tempo che mi metta in viaggio: mancano 260 km a Siviglia e all aereo che mi riporterà in Italia.



Una valigia per strada

Dopo qualche ora trascorsa nelle spiagge dell area protetta a ovest di Nerja decido di approfittare della luce del sole del tramonto per sistemare la valigia, nella romantica location di un parcheggio sul mare. In realtà prima di prendere il volo ho ancora un pò di cose da fare: due passi a Nerja, la cena e poi, verso mezzanotte, mettermi alla guida per la lunga trasferta notturna (260 km) fino all'aeroporto di Siviglia.